Allerta salame e formaggi | Il Ministero della Salute blocca interi lotti al supermercato: grave rischio malattie

Negli ultimi giorni, il portale del Ministero della Salute dedicato agli avvisi di sicurezza e ai richiami di prodotti alimentari ha registrato un significativo incremento

Salumi supermercato

Salumi (Pexels) - MtvPuglia

Negli ultimi giorni, il portale del Ministero della Salute dedicato agli avvisi di sicurezza e ai richiami di prodotti alimentari ha registrato un significativo incremento di segnalazioni. Al centro dell’attenzione delle autorità sanitarie vi sono, ancora una volta, prodotti di largo consumo appartenenti alle categorie dei salumi e dei formaggi. Le motivazioni che hanno spinto gli Operatori del Settore Alimentare (OSA) a predisporre il ritiro immediato dagli scaffali riguardano prevalentemente il rischio microbiologico, con particolare riferimento alla possibile presenza di Listeria monocytogenes e, in casi minori, di Salmonella.

Questa serie di provvedimenti evidenzia l’efficacia del sistema di controllo nazionale, volto a intercettare potenziali minacce prima che possano tradursi in focolai epidemici, ma solleva anche la necessità di una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori riguardo alla gestione e al controllo dei prodotti acquistati.

L’intervento del Ministero: i dettagli dei richiami

Le schede di richiamo pubblicate sul sito istituzionale del Ministero forniscono dettagli precisi per l’identificazione della merce a rischio. Tra i prodotti coinvolti figurano diversi lotti di salame, sia di produzione industriale che artigianale, e formaggi a pasta molle o semidura, tipologie di alimenti che, per le loro caratteristiche intrinseche di lavorazione e stagionatura, possono talvolta rappresentare un terreno fertile per la proliferazione batterica se non gestiti con rigidi protocolli igienici.

Nello specifico, il rischio microbiologico segnalato riguarda la rilevazione di cariche batteriche superiori ai limiti consentiti dalla legge. In molti casi, il richiamo è scattato a titolo precauzionale: questo significa che, a seguito di autocontrolli effettuati dalle stesse aziende produttrici o di campionamenti delle ASL, è emersa una non conformità in un campione, portando al blocco dell’intero lotto di produzione per evitare qualsiasi esposizione al pericolo per la salute pubblica. Le autorità raccomandano di prestare la massima attenzione non solo al marchio del prodotto, ma soprattutto al numero di lotto e alla data di scadenza o al Termine Minimo di Conservazione (TMC) indicati sulle confezioni, unici dati che permettono di distinguere la merce sicura da quella oggetto di ritiro.

Listeria e Salmonella: i rischi per la salute dei consumatori

Il pericolo principale associato a questi richiami è rappresentato dalla Listeria monocytogenes, il batterio responsabile della listeriosi. A differenza di altri patogeni alimentari, la Listeria presenta una caratteristica che la rende particolarmente insidiosa: è in grado di sopravvivere e riprodursi anche alle temperature di refrigerazione (+4°C). Questo rende i prodotti pronti al consumo (“ready-to-eat”), come appunto affettati e formaggi che non richiedono cottura prima dell’ingestione, vettori ideali per l’infezione.

La listeriosi può manifestarsi in forme diverse. Nella sua variante più lieve, i sintomi sono simili a quelli di una gastroenterite febbrile acuta, con nausea, vomito e diarrea che compaiono poche ore dopo l’ingestione. Tuttavia, la preoccupazione maggiore riguarda la forma invasiva o sistemica, che può portare a meningiti, encefaliti e setticemie. I soggetti più a rischio sono le persone immunocompromesse, gli anziani e, in particolare, le donne in gravidanza, per le quali l’infezione può avere conseguenze gravi sul feto.

Meno frequente in questi specifici richiami, ma comunque presente, è il rischio legato alla Salmonella. La salmonellosi si manifesta prevalentemente con disturbi gastrointestinali, febbre e crampi addominali. Sebbene nella maggior parte dei casi si risolva spontaneamente, può richiedere ospedalizzazione nei soggetti fragili per prevenire la disidratazione severa.

Cosa fare in caso di acquisto e le raccomandazioni ufficiali

Il Ministero della Salute e le catene della Grande Distribuzione Organizzata hanno diffuso linee guida chiare per chi avesse acquistato i prodotti indicati. La raccomandazione imperativa è di non consumare assolutamente l’alimento. Anche se il prodotto appare integro e non presenta alterazioni di odore o colore, la contaminazione microbiologica non è rilevabile a occhio nudo.

I consumatori che trovano corrispondenza tra i dati del prodotto in loro possesso (lotto e scadenza) e quelli segnalati nell’avviso di richiamo devono riportare la confezione al punto vendita d’acquisto. Per ottenere il rimborso o la sostituzione della merce non è necessario esibire lo scontrino fiscale, trattandosi di un problema di sicurezza alimentare che fa scattare tutele specifiche.

Infine, è buona norma igienica, nel caso in cui il prodotto contaminato sia stato conservato in frigorifero a contatto con altri alimenti, procedere a un’accurata pulizia dei ripiani con detergenti specifici. Questo passaggio è fondamentale per evitare la cosiddetta “contaminazione crociata”, che potrebbe trasferire i batteri dai prodotti richiamati ad altri cibi freschi come verdure o carni crude, estendendo il rischio anche dopo aver eliminato la fonte primaria.