Buoni pasto, la rivoluzione è iniziata | Se non ti adegui perdi almeno 250€ dai tuoi soldi: allarme di fine anno
In arrivo importanti novità per il settore dei ticket restaurant: dal tetto alle commissioni alla digitalizzazione totale. Ecco come gestire le scadenze imminenti.
Buoni pasto (Pexels) - MtvPuglia
Il mondo del welfare aziendale è in costante evoluzione e il buono pasto, benefit preferito da milioni di lavoratori italiani, si appresta a vivere una stagione di profondi cambiamenti. Mentre il governo e le associazioni di categoria lavorano a una riforma strutturale che dovrebbe trovare piena attuazione entro il 2026, i dipendenti devono prestare massima attenzione alla gestione del proprio portafoglio attuale per evitare spiacevoli sorprese con la fine dell’anno. Tra digitalizzazione spinta e nuove regole di mercato, ecco una panoramica completa su cosa ci aspetta e come tutelare i propri risparmi.
Verso il 2026: Tetto alle Commissioni e Digitalizzazione Totale
L’orizzonte temporale del 2026 segna un punto di svolta cruciale per l’ecosistema dei ticket restaurant. Il tema centrale che sta dominando il dibattito istituzionale riguarda la sostenibilità del sistema, in particolare per gli esercenti (ristoranti, bar e supermercati). La novità più rilevante, che si prevede andrà a regime nei prossimi mesi per consolidarsi definitivamente nel 2026, riguarda il tetto alle commissioni a carico degli esercenti.
Fino a poco tempo fa, le commissioni potevano raggiungere cifre a due zeri, erodendo significativamente i margini dei commercianti e portando molti di loro a rifiutare i buoni pasto. La direzione intrapresa dal legislatore, anche attraverso il DDL Concorrenza e le recenti gare Consip, punta a fissare un cap massimo del 5% sulle commissioni per il settore privato, allineandolo di fatto a quello già previsto per il settore pubblico. Questo cambiamento ha l’obiettivo di rendere la rete di accettazione più capillare: se per l’esercente il costo diminuisce, sarà più propenso ad accettare i ticket, ampliando le possibilità di spesa per il lavoratore.
Parallelamente, il 2026 potrebbe segnare il definitivo tramonto del formato cartaceo. Sebbene la soglia di esenzione fiscale favorisca già nettamente il formato elettronico (esente fino a 8 euro contro i 4 euro del cartaceo), la spinta verso la dematerializzazione totale è sempre più forte. L’obiettivo è creare un sistema interamente tracciabile, gestibile via app e integrabile con i moderni sistemi di pagamento digitale, riducendo i costi di logistica e l’impatto ambientale.
Soglie Fiscali e Cumulabilità: Le Regole da Conoscere
In attesa che le riforme strutturali del 2026 vengano pienamente recepite dal mercato, è fondamentale sapersi orientare nel quadro normativo attuale. La legge di Bilancio non ha modificato per l’anno in corso le soglie di defiscalizzazione, che rimangono un pilastro del potere d’acquisto dei dipendenti. Ricordiamo che i buoni pasto non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente fino a 4 euro giornalieri per i cartacei e fino a 8 euro giornalieri per quelli elettronici.
Un aspetto che spesso genera confusione riguarda la cumulabilità. La normativa vigente permette di utilizzare fino a 8 buoni pasto contemporaneamente per una singola transazione. Questo è valido sia per la pausa pranzo classica che per la spesa al supermercato. Tuttavia, è bene ricordare che i buoni pasto non sono convertibili in denaro, non danno diritto a resto e sono strettamente personali. Con l’avvicinarsi delle nuove regolamentazioni, si discute anche della possibilità di ampliare le categorie merceologiche acquistabili, ma al momento l’utilizzo resta vincolato alla somministrazione di alimenti e bevande e ai prodotti alimentari pronti al consumo.
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Come Non Perdere i Buoni del 2025: Scadenze e Strategie
Mentre si guarda al futuro, l’urgenza pratica per molti lavoratori riguarda i buoni pasto accumulati nel corso del 2025. I ticket non hanno validità eterna: presentano una data di scadenza che solitamente coincide con la fine dell’anno solare (31 dicembre) o con scadenze intermedie fissate dalle società emettitrici. Perdere il credito residuo è un rischio concreto se non si agisce per tempo.
Ecco i passaggi fondamentali per non perdere i buoni del 2025:
- Verifica la data di scadenza: Accedi all’app del tuo fornitore di buoni pasto o controlla il retro dei ticket cartacei. Molti buoni emessi nel 2025 scadranno il 31 dicembre 2025, ma alcuni potrebbero avere una validità estesa fino ai primi mesi del 2026.
- La procedura di reso e rinnovo: Se ti accorgi di non riuscire a spendere tutto il credito entro la scadenza, contatta immediatamente l’ufficio HR della tua azienda. In molti casi, i buoni elettronici scaduti possono essere “rinnovati”. L’azienda può richiedere alla società emettitrice di stornare i buoni scaduti e riemetterli con una nuova validità. Attenzione però: questa non è una procedura automatica e dipende dagli accordi contrattuali tra la tua azienda e il fornitore del servizio.
- Pianifica la spesa: Se il rinnovo non è previsto, l’unica soluzione è utilizzare il credito. Sfrutta la cumulabilità degli 8 buoni per fare scorte di prodotti alimentari a lunga conservazione presso i supermercati convenzionati prima della data fatidica.
Mentre il 2026 promette un sistema più equo e digitale, la priorità odierna resta la gestione attenta del proprio saldo. Monitorare le scadenze e conoscere i propri diritti è il primo passo per trasformare questo benefit in un reale vantaggio economico, senza sprechi.
