Multa a tutte le auto elettriche, soprattutto a quelle ferme | La Polizia non fa sconti a nessuno: c’è un serio problema “colonnina”
Auto elettrica (pexels) - MtvPuglia
Alle colonnine di ricarica non c’è più spazio per la sosta selvaggia: l’articolo 158 del Codice della Strada, richiamato dall’ACI, chiarisce che anche l’auto elettrica può essere multata se resta oltre un’ora dopo la ricarica, con una piccola eccezione nelle ore notturne.
La diffusione dei veicoli elettrici ha portato a rivedere le regole sulla sosta negli stalli dedicati alla ricarica. Sempre più conducenti, infatti, occupano la colonnina come fosse un parcheggio gratuito, lasciando l’auto ferma molto più del necessario. Il risultato è una fila di utenti impossibilitati a ricaricare, soprattutto nelle zone con poche postazioni attive. Da qui la necessità di norme più chiare e controlli più severi.
L’articolo 158 del Codice della Strada, che disciplina divieti e limitazioni di sosta, oggi viene interpretato con rigore proprio per evitare il blocco delle infrastrutture di ricarica. L’auto elettrica non è esentata: terminata la ricarica, la permanenza prolungata diventa un’infrazione. Non conta che il veicolo sia “green”: lo stallo è un servizio condiviso, non un parcheggio riservato.
Perché scatta la multa dopo 1 ora e cosa prevede la norma
Il principio è semplice: la sosta allo stallo di ricarica è consentita solo per il tempo necessario alla ricarica stessa. Una volta raggiunto il 100%, oppure trascorsa un’ora dalla fine del processo, scatta la violazione. La regola ha lo scopo di garantire rotazione, evitando che pochi utenti monopolizzino postazioni essenziali per la mobilità elettrica.
L’articolo 158 inserisce lo stallo di ricarica tra le aree in cui è vietato sostare se non per lo specifico utilizzo previsto. La norma considera dunque la permanenza immotivata come “sosta irregolare” anche se l’auto è attaccata al cavo. A sorvegliare sono polizia municipale e ausiliari del traffico, che possono sanzionare l’infrazione come un normale divieto di sosta.
L’eccezione notturna e quando non scatta la sanzione
Nelle ore notturne alcuni Comuni prevedono una tolleranza maggiore, riconoscendo che la ricarica domestica non è sempre possibile e che la reperibilità delle colonnine può essere limitata. La finestra concessa varia da amministrazione a amministrazione, ma nella maggior parte dei casi si applica la sospensione del limite oltre la mezzanotte, quando la domanda cala e la permanenza non ostacola altri utenti.
Questo non significa che la colonnina diventi un parcheggio libero: la permanenza notturna resta legata alla ricarica e può essere controllata. Tuttavia, nelle fasce orarie di minor traffico la sanzione per superamento dell’ora post-ricarica viene in genere meno applicata, proprio per favorire chi non ha un punto di ricarica privato. Di giorno, invece, niente scuse: l’auto elettrica va spostata appena finisce la ricarica. È la condizione per un sistema di mobilità realmente condiviso, dove gli stalli funzionano come risorsa collettiva e non come posto auto personale.
