I borghi pugliesi più amati dagli stranieri: l’oro della nostra terra va “a ruba” | Partono in migliaia per vederli
Otranto (Wiki) - MtvPuglia
La Puglia nascosta entra nella top 10 del Sunday Times con borghi che custodiscono mummie, castelli e storie d’altri tempi: un riconoscimento internazionale che però espone questi centri minuscoli al rischio di essere travolti dagli affitti turistici.
I borghi premiati dal prestigioso quotidiano britannico non sono quelli delle cartoline estive. Qui si parla di paesi dell’entroterra, spesso lontani dalle rotte più battute, dove le piazze restano silenziose anche ad agosto e dove ogni pietra racconta una storia dimenticata. È questo fascino ruvido, inaspettato, che ha conquistato i giornalisti del Sunday Times e che ora mette la Puglia al centro di un racconto internazionale fatto di misteri, cripte, castelli arroccati e riti che resistono ostinati al tempo.
La fotografia scattata dal quotidiano mostra una regione che non vive solo di mare e masserie di lusso, ma di un entroterra sorprendente, fatto di borghi medievali, tradizioni arcaiche e micro-comunità che portano avanti un patrimonio culturale difficilmente replicabile altrove. Ma insieme ai complimenti arrivano anche le prime preoccupazioni: la notorietà improvvisa rischia di attirare un turismo invasivo in luoghi che non hanno strutture né abitanti per reggere un’ondata massiccia di visitatori.
I borghi con mummie, castelli e storie che inquietano
Tra i centri citati emergono quelli che custodiscono cripte e corpi mummificati, testimonianze rari che aggiungono una nota “da brivido” al fascino dei paesi storici. Le chiese ipogee, le cappelle nascoste sotto le navate principali e i sotterranei che si aprono sotto le strade del borgo raccontano una religiosità antica, fatta di riti di passaggio e gesti comunitari che colpiscono chi arriva da fuori.
Accanto alle cripte compaiono i castelli: fortificazioni normanne, torri angioine, cortili interni che hanno visto guerre, assedi e ricchezze svanite. Sono luoghi che accendono l’immaginazione, soprattutto d’inverno, quando il vento taglia le stradine vuote e il borgo si fa teatro naturale per storie che mescolano realtà e leggende. È questo mix di mistero e autenticità ad aver convinto il Sunday Times a includere la Puglia nella sua top 10, premiando paesi che non compaiono nei cataloghi patinati ma che restano impressi nella memoria di chi li visita.
La minaccia degli affitti turistici e il rischio di scomparsa
La stessa esposizione, però, rappresenta un rischio concreto. I borghi scelti dal Sunday Times contano poche centinaia di abitanti, a volte poche decine. Bastano pochi appartamenti trasformati in case per le vacanze per alterare il tessuto sociale, spingere verso l’alto gli affitti e rendere impossibile la vita quotidiana per i residenti. È un fenomeno già visto in altri angoli della Puglia, dove il successo turistico ha svuotato i centri storici, lasciando case chiuse per gran parte dell’anno.
La paura è che i paesi più fragili, quelli premiati proprio per la loro autenticità, finiscano “ingoiati” dalla domanda di alloggi brevi. Meno residenti significa meno scuole, meno negozi, meno vita cittadina. E quando un borgo perde i suoi abitanti, perde anche l’identità che lo rende speciale. La vera sfida, oggi, è trovare un equilibrio: valorizzare questa visibilità internazionale senza trasformare luoghi unici in scenografie vuote. Perché la Puglia dei borghi segreti rimanga viva serve una scelta collettiva, capace di proteggere ciò che il Sunday Times ha appena portato alla luce.
